45° CONVEGNO TECNICO REGIONALE DEI GIUDICI DI GARA DEL VENETO. REGIONE CHE HA NOTEVOLMENTE CONTRIBUITO ALLA CRESCITA A LIVELLO NAZIONALE

Castelfranco Veneto (Treviso) – “Il Veneto è tra le regioni che in Italia sono all’avanguardia nel ciclismo e come tale lo sono anche i suoi giudici di gara che, grazie anche ai loro dirigenti, hanno evidenziato un elevato grado di preparazione”. A rilevarlo è stato domenica a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, il presidente della Commissione Nazionale  Giudici di Gara (CNGG), Antonio Michele Pagliara, intervenuto al 45° Convegno Tecnico Regionale svoltosi nella sala “Giorgione” dell’Hotel Fior. E’ stato un incontro molto interessante quello preparato dal dinamico presidente veneto Sandro Checchin che per l’occasione era affiancato da Giuseppe Canazza e da Albino Bertazzon, rispettivamente segretario e componente la Struttura, che ha consentito di affrontare temi importanti che ogni volta i commissari di gara devono affrontare quando sono chiamati a dirigere le gare.

  Ospiti della manifestazione, preparata alla vigilia dell’avvio della nuova stagione su strada, sono stati il nuovo consigliere della Federazione Ciclistica Italiana, Gian Paolo Fantoni, la componente della Commissione Nazionale CNGG, Federica Guarniero, il commissario Internazionale Uci, Celestre Granziera, il presidente della Federciclismo del Veneto, Igino Michieletto e con lui i componenti della stessa, i presidenti dei Comitati Provinciali e l’assessore allo sport del Comune di Castelfranco Veneto, Luca Di Donè.

  A portare il saluto del gruppo veneto e ad inaugurare il convegno è stato Checchin che ha rilevato: “E’ la chiusura di un anno e di un quadriennio che sono stati piuttosto intensi e possiamo contare sulla collaborazione del nuovo Comitato Regionale che da poche settimane è stato eletto”. E’ toccato poi ad Igino Michieletto rivolgere “gli auguri di buon lavoro” precisando che “il mondo del ciclismo ha un privilegio particolare che è quello di poter dialogare con i ragazzi e le loro famiglie e questo rappresenta una tappa importante”.

  “Grazie per l’invito che mi è stato rivolto – ha osservato dal canto suo Fantoni – . Vi chiedo scusa ma non sono abituato a parlare alla platea; a me piace concretizzare i progetti. Il nuovo Comitato Veneto è composto da persone che hanno voglia di lavorare e collaborare con la base”.

  “Grazie per il lavoro svolto lo scorso anno – ha precisato Guarniero – e vi auguro un grande in bocca al lupo e sopratutto gli auguri ai nuovi giudici di gara che sono entrati in questa bella famiglia. Davvero un bel gruppo”.

  “Il Veneto è la regione ‘fiore all’occhiello’ grazie anche al vostro capitano Sandro Checchin – ha detto Pagliara – e ringrazio Michieletto per la sinergia creata”.

  Il responsabile della CNGG nazionale proprio per evidenziare le capacità della regione ha annunciato le importanti novità legate alle prossime designazioni precisando che ci saranno tre giudici di gara a rappresentare il Veneto alla prossima Milano-Sanremo. Si tratta dei trevigiani Chiara Lovat e Matteo Brusatin e della padovana Chiara Compagnin. I primi due saranno giudici di gara in moto. Pagliara ha sottolineato, inoltre, che la stessa Lovat parteciperà al Dubai Tour 2017; mentre Compagnin lo farà all’Abu Dhabi Tour.

  Subito dopo i vari interventi sono iniziati i lavori 45° del Convegno Tecnico. I primi temi affrontati sono stati quelli relativi ai Regolamenti e alle Norme Attuative del 2017. Ad inaugurare la serie è stato quello del settore pista e tipo-pista e a farlo sono stati Marianna Mason e Chiara Compagnin che hanno evidenziato alcune cambiamenti radicali come l’attribuzione dei punteggi nella Velocità a Squadre ma anche nel Chilometro e nei 500 Metri nelle qualificazioni. Variazioni anche nella specialità Omnium che dalle sei precedenti prove sono passate a quattro (Keirin, Corsa a Punti, Americana e il nuovissimo Tempo Race. Non ci sono grandi novità, invece, nelle Norme Attuative su Strada delle quali sono occupati Alessio Turco e Matteo Brusatin e che hanno provveduto a “ripassare” quelle esistenti. Stessa cosa hanno fatto Paolo Ballotta e Michela Vidori nell’affrontare quelle legate al settore Fuoristrada.

  La manifestazione è entrata nel vivo quando è stato affrontato il tema legato alle riunioni tecniche programmate prima della partenza dal titolo “Una inutile perdita di tempo o fondamentale momento di riflessione per la sicurezza della gara”. A parlarne sono stati il direttore di corsa internazionale, Matteo Poretti, il direttore di cosa professionisti e presidente della Federciclismo di Treviso, Giorgio Dal Bò e gli stessi Pagliara e Checchin. Poretti ha evidenziato la loro importanza in quanto affrontare le varie “problematiche e loro gestione” trasmettono sicurezza e tranquillità.

  “Per i direttori sportivi deve essere un obbligo partecipare alle riunioni tecniche – ha sottolineato dal canto suo Dal Bò – perché devono informare i loro atleti e dare loro tutte le indicazioni necessarie”. Ad aiutare gli organizzatori ma anche chi deve affrontare le gare ci sono anche le nuove tecnologie a cominciare dall’uso dei “GPX” che consentono ai mezzi di comunicazione di evidenziare percorsi, con tutte le loro caratteristiche.

  “La sicurezza e la direzione tecnica – ha osservato Pagliara – sono due elementi che devono viaggiare parallelamente ed è quindi necessaria la cooperazione tra tutte le varie componenti preposte all’organizzazione delle gare il cui obiettivo unico deve essere quello della sicurezza. La preparazione deve avvenire prima che ci si sposti da casa prendendo contatti con gli organizzatori”.

  Lo stesso Pagliara si è poi soffermato sull’argomento “I Giudici di Gara: la situazione in Italia”. “Quando siamo stati chiamati a guidare la Commissione Nazionale – ha detto – c’era un sistema che non andava bene ed era necessario un ringiovanimento non soltanto dal punto di vista anagrafico. Bisognava cambiare delle mentalità che non andavano di pari passo con i nostri tempi tenendo presente che nel nostro Paese i Giudici di Gara sono 1200. La svolta è stata condivisa dal Consiglio Federale ed i positivi segnali sono subito stati evidenziati. Una qualità che si esprime in Veneto e Lombardia”.

  “Bisogna aver rispetto di tutte le componenti – ha proseguito – . La nostra è una categoria che non doveva operare con una mentalità ancora legata agli anni Cinquanta e Sessanta e per questo ha fatto una costruttiva autocritica. Grazie a chi ha condiviso questi obiettivi e di questo ne siamo profondamente orgogliosi”.

  E’ seguito l’intervento di Igino Michieletto. “Sono felice che il primo appuntamento ufficiale dopo la mia nomina alla presidenza della famiglia ciclistica veneta sia iniziato proprio con voi. Non parlo solo a mio nome, ma esprimo idee condivise da un Consiglio Regionale che sarà protagonista. Puntiamo ad un forte impegno per lo sviluppo del movimento, troppe aree dove eravamo presenti oggi non ci siamo più non possiamo assistere passivamente al chiudersi di società e alla conseguente diminuzione dell’offerta di ciclismo per nostri ragazzi e ragazze. Lo sviluppo che penso non sarebbe tale se non fosse accompagnato da un altrettanto impegno per una crescita etico -educativa: lavorare al fianco di giovanissimi atleti per 3, 5, 10 anni è un privilegio ma allo stesso tempo una responsabilità o direi meglio un’opportunità educativa senza paragoni”.

  “Il nostro è uno sport particolare – ha precisato – che si svolge nelle strade, nei paesi, nelle piazze e di conseguenza assume il valore di una proposta sportiva veramente pubblica; noi andiamo ad incontrare le gente e dobbiamo tutti essere consapevoli di quale immagine siamo portatori. Uno stile di lealtà, di rispetto dei luoghi e delle persone, una sobrietà nei comportamenti sia prima e specialmente dopo la gara. Un grande agonismo deve essere unito ad un altrettanto grande rispetto. Considero fondamentale il vostro servizio per garantire il rispetto delle regole, la correttezza per lo svolgimento delle attività, certamente una parte fondamentale dell’immagine che pubblicamente diamo sia realizzata dall’autorevolezza e dallo stile che sa esprimere in una manifestazione ciclistica il Collegio di Giuria. Non lo dico certo per far piacere alla platea. La storia e la tradizione dei giudici di gara veneti è prestigiosa ed è  fondata sulla passione ma altresì nella competenza e dedizione. La compattezza che sempre avete espresso sia un esempio a livello nazionale. La vostra sensibilità educativa si esprime oggi con un segno straordinario il Premio Reghin che mette assieme qualità sportive con quelle umane e scolastiche rappresenta proprio la sintesi perfetta di ciò che auspichiamo per i nostri atleti”.

  “Un grazie sentito a nome mio e di tutto il Comitato Regionale Veneto per il vostro servizio – ha concluso – . Sappiate che da noi avrete sostegno e rispetto per il vostro lavoro e la vostra autonomia. Per qualsiasi questione vale il dialogo e non mai il mugugno. Buon anno ciclistico a tutti e ancora grazie di cuore. Ci impegniamo tutti per un ciclismo dal volto sorridente”.

  Prima di passare alla cerimonia delle premiazioni Sandro Checchin ha tracciato un bilancio di quelle che sono state le attività del quadriennio appena trascorso e del 2016 in particolare precisando quelle che sono state le designazioni e il numero delle gare omologate. Lo scorso anno i servizi svolti da i Giudici di Gara del Veneto sono stati 527 con 1456 designazioni; mentre le manifestazioni riservate ai Giovanissimi sono state 210.

  “Nel quadriennio – ha rilevato Checchin – è proseguita incessantemente l’attività di reclutamento dei nuovi giudici ben sapendo che questa è attività fondamentale per il futuro della categoria” tanto da raggiungere quota 52 (22 nel 2013, 12 nel 2014, 10 nel 2015 e 8 nel 2016). Per questo motivo il presidente ha rivolto il benvenuto a quelli che sono entrati a far parte della grande famiglia lo scorso anno: Fulvio Bauce, Mario Bozzer, Francesco Buso, Francesca Contarin, Crivellaro Cassetta Carmen, Giulia Moro, Eros Rossi e Luca Saugo. Due (Fabio Montagner e Marianna Mazzon) sono stati quelli che hanno acquisito la qualifica nazionale. In aumento anche le Quote Rosa: 33% nel 2014; 31,4% nel 2015; 33,55% nel 2016 e 35,17 nel 2017.

  Il 45° Convegno si è concluso con la cerimonia di consegna del distintivo d’oro ad Adelia Brazzale, Aldo Felet, Mario Lorenzon, Gianni Marotto, Mario Penariol e Salvino Zambon; mentre i Premi Regionali sono stati attribuiti a Pierluigi Candiotto, Renzo Masarin, Adelio Sieff, Matteo Stocco per “la lodevole attività svolta”.

  Un lungo e persistente applauso si è levato quando sono stati elencati i giudici di gara che nel prossimo quadriennio concluderanno la loro carriera: tra loro lo storico Albino Bertazzon (autentica colonna portante del Gruppo Veneto), Gianantonio Canzian, Germano Casarotti, Rnrico Collodel, Mario Da Lio, Antonio Dal Col, Alvio Dal Farra, Giuseppe Didonè, Walter Favero, Gino Mantovani, Antonio Pegoraro, Domenico Procura, Alessandro Rizzetto, Dialma Schraulek, Benedetto Vettori. Giuseppe Ivo Vettori e Dino Zoccatelli.

  Soprattutto per Bertazzon ci sono stati momenti di grande commozione (in modo particolare da parte della moglie e collega Daniela Bortoletto) quando tutta la platea si è alzata in piedi per applaudirlo mentre riceveva il riconoscimento per aver portato avanti per oltre 26 anni il proprio lavoro con impegno, professionalità ed indiscussa passione rimanendo un importante punto di riferimento per la categoria.

  Il Memorial dedicato a Giovanni Rizzo (lo storico segretario della Commissione Veneta) è andato alla capacissima Cinzia Bolzan per, è detto nella motivazione, “il senso di attaccamento alla categoria”.

  La manifestazione è stata conclusa dalla consegna del Memorial Michele Reghin destinato ai giovani corridori che hanno un buon rendimento agonistico e scolastico. L’edizione del 2016 è andata alla 16enne atleta Gaia Pagotto, portacolori della Scuola di Ciclismo Team Velociraptors di Torre di Mosto (Venezia). La ragazza, che frequenta il terzo anno del liceo “Marco Belli” di Portogruaro (Venezia), si occupa di socio-economia. A consegnare il Premio (consistente in una borsa di studio) a Gaia Pagotto è stata la signora Tresea Reghin, moglie del compianto Michele. L’atleta, terza di tre figli che si esprime ad ottimi livelli nelle specialità mountain-bike e ciclocross, era accompagnata da mamma Maria e da papà Maurizio.

  Per l’occasione, promossa dal Gruppo Amici di Michele Reghin diretto da Toni Dal Col e dalla stessa famiglia Reghin, sono stati consegnati riconoscimenti al presidente del Team Velociraptors, Pietro Lirussi e al tecnico Cris Conte.

Servizio e foto di Francesco Coppola

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