“Il Fisco” del dott.Enrico Savio: La campagna associativa e il ruolo dei tesserati F.C.I.

L’attività ciclistica dilettantistica può essere praticata nell’ambito di enti associativi e società.

Tra degli enti sportivi affiliati alla Federazione Ciclistica Italiana, le associazioni rappresentano l’inquilino più diffuso, economico e semplice da costituire.

Trattandosi, quindi, di “enti di persone”, composti da un insieme di individui, risulta primario, per la sopravvivenza dell’associazione, procedere annualmente alla c.d. “campagna associativa” che garantisca all’ente quella risorsa umana senza la quale non potrebbe esistere.

In primo luogo, al fine di attrarre nuovi associati, occorre pubblicizzare adeguatamente all’esterno le attività svolte, i risultati raggiunti e i programmi futuri.

Altra fase importante, successiva alla definizione della campagna sociale, è rappresentata dalla corretta gestione dell’iter associativo.

Con il termine “associato” si definisce colui che, avendo presentato la “domanda associativa”, ha espresso la volontà di entrate a far parte della compagine sociale: a seguito dell’accoglimento di tale richiesta da parte dell’organo amministrativo dell’ente (oppure secondo altra procedura prevista in Statuto), si dovrà procedere con l‘iscrizione nel libro degli associati (ove istituito) e alla riscossione della quota associativa annuale.

L’associato, normalmente, assume tale qualifica a tempo indeterminato, salvo decadenza per omesso versamento della quota annuale, per richiesta di uscire dalla compagine sociale o per le altre ragioni previste nello statuto.

L’associato dovrà necessariamente e inderogabilmente essere pienamente coinvolto nella vita dell’ente e nelle più importanti scelte di gestione. Egli dovrà essere informato dell’andamento della gestione e dei risultati raggiunti. Inoltre, tutti gli associati dovranno essere convocati per l’approvazione del bilancio o rendiconto annuale senza possibilità di delegare tale funzione al Consiglio Direttivo (i minorenni pur convocati e presenti in assemblea non potranno esercitare il voto così come tale voto non potrà essere delegato al genitore dell’associato minore).

Da non confondere con l’ “associato” è la figura del “tesserato”, rappresentando quest’ultimo un individuo in possesso della tessera ovvero iscritto nelle liste (solitamente atleti, dirigenti, direttori sportivi) della Federazione Ciclistica Italiana.

Nell’ambito di una associazione sportiva dilettantistica potranno coesistere associati privi della tessera FCI congiuntamente a tesserati FCI che non risultano iscritti nell’elenco degli associati in quanto semplici atleti, direttori sportivi, ecc.

Tutto ciò premesso, sarà opportuno che il Consiglio Direttivo provveda ad associare tutti coloro che, non risultando dal libro degli associati del precedente esercizio, intendano partecipare con continuità alle attività organizzate dall’ente (salvo diversa decisione di “qualificare e gestire” gli stessi come semplici “sportivi tesserati”).

Con il termine “società” sportiva dilettantistica si va a identificare, normalmente, un soggetto commerciale costituito nella forma di società di capitali (SRL, SPA), privo dello scopo di lucro: pur non essendoci distinzioni sotto il profilo civilistico tra una SRL profit e una SRL sportiva dilettantistica, sotto il profilo fiscale alla seconda vengono riconosciute importanti agevolazioni (tra le quali l’applicazione della L. 398/91, la detassazione delle quote pagate dai tesserati, ecc.).

La società sportiva dilettantistica, quindi, non sarà chiamata a effettuare alcuna campagna associativa, mancando la figura dell’associato (sostituita da quella del “socio” inteso quale proprietario del capitale sociale della stessa). Tale tipologia di ente, pertanto, si troverà ad operare con un limitato numero di “soci” accanto a una folta schiera di “tesserati FCI” (per i quali sarà sufficiente richiedere/rinnovare loro la tessera federale).

 

Dott. Enrico Savio

 

…alla prossima settimana !

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