Imposta di bollo: esenti le associazioni e società sportive iscritte al Registro Coni di Enrico Savio

Imposta di bollo: esenti le associazioni e società sportive iscritte al Registro Coni
di Enrico Savio

A decorrere dal 01 gennaio 2019 le associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alla Federazione Ciclistica Italiana e regolarmente iscritte nel Registro Coni possono fruire dell’esenzione dall’imposta di bollo.
Ai sensi dell’art.27-bis, Tabella B, DPR 642/72, si considerano esclusi dell’imposta di bollo tutti gli “Atti, documenti, istanze, contratti, nonché copie anche se dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni poste in essere o richiesti da organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) nonché dalle federazioni sportive, dagli enti di promozione sportiva e dalle associazioni e società sportive dilettantistiche senza fine di lucro riconosciuti dal CONI”.
Fondamentale, quindi, come chiarito dalla nuova versione dell’art. 27-bis, risulta l’assenza delle finalità lucrative nonché il riconoscimento sportivo da parte del Coni attraverso l’iscrizione nel Registro delle associazioni e società sportive tenuto dallo stesso Comitato Olimpico Nazionale.
Ciò premesso, possono rientrare nell’agevolazione, a titolo esemplificativo, i contratti (locazione, comodato, ecc.) ove l’ente sia parte, le ricevute rilasciate dal sodalizio per la certificazione delle quote di frequenza (i contributi e le quote associative risultavano già esentate ai sensi dell’art. 7), le istanze e altra documentazione relativa a rapporti con la Pubblica Amministrazione, gli estratti conto bancari, i documenti riepilogativi delle carte di credito, le ricevute/attestazioni in materia di compensi, rimborsi spese (forfettari e/o documentati), indennità di trasferta e premi erogati nell’ambito delle attività sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni.
Al fine di ben identificare il perimetro di applicabilità dell’esenzione risulta opportuno menzionare la circolare n. 18/E/2018, par. 8 nella quale l’A.F. fornisce un pregevole chiarimento: “si ritiene che nel concetto di “atti, documenti […] richiesti […]” rientrino le ricevute per indennità, rimborsi spese analitici, rimborsi spese forfettari, richiesti a fronte di somme erogate dalle […], in quanto – trattandosi, evidentemente, di documentazione necessaria ai fini dell’esecuzione dei rimborsi – il loro rilascio viene “richiesto” dalle “[…] riconosciuti dal CONI”.”
Con specifico riferimento alle associazioni e società sportive affiliate, la stessa Provincia di Treviso ha chiarito (comunicazione prot. n. 5510 del 29/01/19), in merito al rilascio delle autorizzazioni per lo svolgimento di competizioni sportive su strada, che l’esenzione in oggetto riguarda ogni attività riconducibile allo statuto o alla natura dell’associazione o federazione sportiva, non rilevando la natura competitiva della manifestazione non prevedendo la norma alcuna distinzione in merito. Sarà sufficiente, quindi, presentare una autocertificazione ove la realtà certifichi il duplice requisito “società senza scopo di lucro e riconoscimento dal Coni”.
Considerato il peso che l’imposta di bollo riveste nella quotidianità degli enti sportivi, l’agevolazione in questione risulta essere particolarmente interessante soprattutto con riferimento agli atti costitutivi e statuti.
Infatti, pur prevedendo l’art. 90, comma 18, L. 289/02 la “semplice” forma scritta per gli atti costitutivi e statuti delle A.S.D. (avendo la S.S.D. l’obbligo dell’atto pubblico), la redazione degli stessi in forma di atto pubblico o di scrittura privata con firme autenticate o registrata in Agenzia delle Entrate rientra tra i presupposti di legge (artt. 148, comma 8, Tuir e 4, comma 7, DPR 633/72) per la de-commercializzazione dei corrispettivi specifici corrisposti da associati, soci e tesserati sportivi per la partecipazione alle attività statutarie svolte dal circolo ricevente.
Tuttavia, sotto il profilo operativo, alcuni Uffici periferici dell’AE sembrerebbero non accettare l’esenzione in oggetto ritenendola riservata agli enti già iscritti nel Registro Coni. Sul punto risulta utile, quindi, richiamare la Circolare 01/08/11, n. 38/E che, pur rivolgendosi alle organizzazioni di volontariato rappresenta il giusto percorso da seguire anche per le sportive dilettantistiche (La circolare n. 3 del 1992 ha concluso nel senso che, in presenza di tali condizioni, la registrazione degli atti costitutivi delle associazioni di volontariato “dovrà essere eseguita senza pagamento di imposta”. Ciò posto, si rileva, che alcune leggi regionali prevedono che le organizzazioni di volontariato, nel richiedere l’iscrizione nei registri del volontariato, debbano allegare copia dell’atto costitutivo redatto nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata. Ciò comporta che le stesse organizzazioni solo dopo la registrazione dell’atto costitutivo potranno iscriversi negli appositi registri . Pertanto, in tali ipotesi, le organizzazioni di volontariato possono fruire dell’esonero dall’imposta di registro prima dell’iscrizione negli appositi registri ma dovranno comunicare tempestivamente, all’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate che ha provveduto alla registrazione dell’atto costitutivo, l’avvenuta iscrizione nel registro delle organizzazioni di volontariato).
Concludendo, si ritiene, invece, che il bollo sulle fatture emesse e ricevute aventi importi esenti/non soggetti/fuori campo Iva superiori a 77,47 euro sia comunque dovuto in quanto non rientranti nell’elenco degli atti indicati nell’art. 27-bis della Tabella allegata al DPR 642/72.

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