Nessuna proroga in vista per il modello EAS e la Certificazione unica di Enrico Savio – commercialista


Modello EAS
Le associazioni e società ciclistiche dilettantistiche, salvo un intervento ad hoc del Governo con il quale si provveda a posticiparne i termini, sono tenute entro fine mese alla presentazione del modello Eas e delle Certificazioni uniche relative all’anno 2019.
Con riferimento al modello Eas, la scadenza del 31.3 rappresenta il termine ultimo per la sua ripresentazione, qualora nel corso dell’anno 2019 siano stati variati alcuni dei dati precedentemente comunicati.
La ripresentazione dell’Eas rientra tra i presupposti per l’applicazione della de-commercializzazione delle quote di frequenza versate da associati, soci e tesserati a favore dell’associazione o società sportiva, per la partecipazione alle attività statutarie (es. iscrizione annuale alla scuola ciclismo, iscrizione a gare, ecc.).
In attesa della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del testo definitivo del decreto “Cura Italia”, si può affermare che, con riferimento alle realtà ciclistiche dilettantistiche, la scadenza del 31.3 dovrà essere rispettata esclusivamente dalle associazioni e società sportive dilettantistiche che non si limitano a richiedere le sole quote associative.
Le associazioni e società (o per loro conto un intermediario fiscale) iscritte al Registro Coni dovranno presentare il suddetto modello in “forma semplificata”, compilando integralmente le sezioni “dati relativi all’ente” e “rappresentante legale”, potendo invece completare parzialmente la sezione “Dichiarazioni del legale rappresentante” esclusivamente nei punti 4), 5), 6), 20), 25) e 26) oltre al punto 3), se aventi personalità giuridica (iscrizione nel Registro della Regione Veneto o in Prefettura).
Tuttavia, l’omessa presentazione del modello Eas non comporta per l’ente l’applicazione di una sanzione bensì il recupero a tassazione dell’Iva e delle Imposte dirette sui “corrispettivi specifici” versati dagli associati, soci e/o tesserati per la partecipazione alle attività statutarie.

Certificazione unica
Entro il prossimo 31.3 le associazioni e le società ciclistiche dovranno inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate (e consegnare copia cartacea a ciascun percipiente) le c.d. Certificazioni uniche relative alle somme erogate nell’anno 2019 ai lavoratori subordinati e parasubordinati, sportivi dilettanti, lavoratori autonomi occasionali e con P.Iva.
Il termine per la trasmissione telematica (inizialmente 9.3.2020) è stato posticipato durante il Consiglio dei Ministri del 28.2 per effetto dell’emergenza epidemiologica del Covid-19.
Resta tuttavia confermata la possibilità di inviare la CU entro il termine (successivo) previsto per il modello 770 (2.11.2020) in relazione ai soli percipienti titolari di reddito da lavoro autonomo abituale (P.Iva), nonché per gli sportivi dilettanti (essendo questi “redditi non dichiarabili mediante il modello 730”).
Con particolare riferimento agli sportivi si ricorda che sono incluse nella CU le somme corrisposte a titolo di “indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spesa, premi e compensi” così come identificate nell’art. 67, comma 1, lett. m), Tuir anche se fiscalmente esenti da tassazione fino al limite di 10.000 euro per ciascun percipiente
La questione, quindi, è particolarmente delicata perché coinvolge la maggior parte delle associazioni e società affiliate, oltre ad essere particolarmente onerosa, essendo la CU dovuta anche per compensi, rimborsi e premi di ammontare esiguo (anche pochi euro..) e i dati da raccoglie ingenti (dati anagrafici del percipiente, residenza ed eventuali variazioni, somma percepita).
Ciò premesso risulta quindi necessario
1- predisporre,
2- inviare telematicamente in Agenzia Entrate,
3- consegnare copia cartacea a ciascun percipiente
delle Certificazioni uniche 2020 riferite alle somme corrisposte nell’anno 2019 (criterio di cassa).
Si richiede ai lettori del presente contributo di prestare attenzione ai pagamenti di fine anno, soprattutto nel caso di assegni datati e consegnati ai percipienti entro il 2019, ma incassati dagli stessi nel corso del 2020, i quali andranno dichiarati in CU 2020 per l’anno 2019.
Si ricorda che il mancato, tardivo o errato invio del modello comporta l’applicazione di una sanzione di 100 euro a CU (con un massimo di 50.000 euro). L’errato invio è sanabile mediante una successiva presentazione entro il 31.3.2020, oppure entro cinque giorni dalla comunicazione dello scarto (in entrambi in casi senza alcuna sanzione). Qualora invece ci si dovesse accorgere dell’errore successivamente a tale data, la correzione potrà avvenire entro 60 giorni dallo scarto con sanzione di 33 euro per ogni CU.

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